Assenze giustificate
May 2, 2008
Volevo avvisare che non mi sono dimenticata di questo blog, è che da un po’ di tempo scrivo qui.
In futuro cercherò di usare questo spazio per discutere un po’ delle mie personali esperienze con la fotografia. Quindi mi raccomando, non dimenticatevi di questo angolino.
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Ugo Mulas - La scena dell’arte
December 5, 2007
Apprendo giusto ora della mostra dedicata a Ugo Mulas al PAC di Milano dal 4 dicembre 2007 al 10 febbraio 2008. L’esposizione è promossa dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali ed è composta da due sezioni parallele, una al Pac e una al MAXXI di Roma che confluiranno a Giugno al GAM di Torino.
Ho visto alcune delle foto che saranno in esposizione e non posso che definire la mostra, già da quelle, assolutamente da non perdere.
Orario: lunedì 14.30-19.30; martedì, mercoledì, venerdì, sabato e domenica 9.30-19.30
giovedì 9.30-22.30
chiuso il 24 dicembre e il 31 dicembre 2007
il 25 dicembre 2007 e il 1 gennaio 2008 apertura dalle ore 14.30-19.30
(possono variare, verificare sempre via telefono)
Biglietti: 5,00 euro INTERO - 3,00 euro RIDOTTO – 2,00 euro SCOLARESCHE. bambini fino a 6 anni gratuito, dai 7 ai 14 ridotto
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Riflessioni post mostra: Yamamoto Masao
November 30, 2007
Ecco un insieme di riflessioni sulla mostra di Yamamoto Masao svoltasi alla galleria Carla Sozzani di Milano.
Scrivere delle opere di Yamamoto Masao è difficile.
Difficile perché la comprensione delle stesse si basa sull’intuizione, su una epifania del tutto personale e formalmente atipica.
Come atipica è la mostra nel suo complesso.
Il primo impatto è disorientante: al posto di grandi stampe fine art l’occhio viene subito catturato dal bianco candido dell’intonaco del muro.
Dove sono le foto?
Sono li, in effetti, piccoli quadrati e rettangoli che galleggiano a gruppi in questo bianco accecante.
Sembrano stormi di uccelli che volano nel cielo di una giornata luminosa ma grigia.
Mi avvicino, per vederle meglio.
Sembrano vecchie immagini, tratte dal baule della nonna , con i bordi smangiati e qualche piccola macchia dorata.
Solo che, in questo caso, non ritroviamo foto di parenti e amici, ma foto di spazi sospesi nel tempo che assumono il carattere di un pigro e malinconico stato di eternità : il monte Fuji con una piccola nuvola, un crisantemo che brilla nell’oscurità dello sfondo.
Le immagini dello stesso gruppo sembrano rapportarsi fra loro con un sottile gioco di allusioni e affinità , dificile da cogliere, che trascende il significato delle immagini stesse per andare a insinuarsi nella totalità dell’istallazione, ovvero, nel perdersi in questo muro candido, che dona alla galleria intera un chiarore irreale.
E d’un tratto i pensieri cominciano a volare in alto, più alti degli stormi di immagini, tanto che sembra, per un momento, di riuscire ad abbracciare, tramite essi, la ragione stessa delle cose e del mondo, per poi spegnersi, lentamente, e ridiscendere alla nostra realtà , avvolti, ancora, dal bianco chiarore della parete.
La magia però non è finita: al centro della stanza ci attende un piccolo cubo di due metri per due, anch’esso completamente bianco. Come ingresso c’è una piccola apertura quadrata, bisogna quasi inginocchiarsi per entrare.
Dentro l’atmosfera è ancora più rarefatta, dei pannelli di plexiglass opalini lasciano entrare una luce attenuata e soffusa. Un senso di pace mi avvolge quasi subito, ancora prima di notare l’unica foto appesa alla parete: la riva del mare e la schiuma di una piccola onda increspata.
L’effetto è quasi istantaneo, basta fare un po’ di silenzio dentro se stessi e la mente comincia come prima, e forse più, a entrare in uno stato di profonda pace e rilassatezza.
E’ alla riproduzione del chashitsu, ovvero la stanza del tè, che l’autore si affida per ricreare questo sottile incanto.
Questa particolare esperienza che le opere di Yamamoto Masao ci propongono, non è però frutto di un istinto o della casualità , ma di una profonda riflessione dell’autore sulla bellezza e sul mondo, attraverso la filosofia zen, in particolare sul concetto del wabi e del sabi.
Questo, concetto, dalla natura complessa e anch’esso di cognizione intuitiva, serve per esprimere la sensazione di bellezza, di fascino che si prova davanti alle cose imperfette, temporanee e incompiute. Alle cose umili e naturali.
Massimo esponente di questa corrente filosofico/estetica fu, nel 1500, il maestro Sen no Rikyu il quale riformò la cerimonia del tè (Cha no yu) secondo i principi del wabi-sabi.
Una cerimonia che, perso l’originario carattere ostentativo, diventa l’espressione più pura dell’estetica zen.
Wabi come la semplicità , ricercata fino a divenire estrema sintesi di ogni forma.
Sabi, come la patina del tempo che segna l’aspetto delle cose.
Nijiriguchi, l’ingresso nella stanza del tè, che con le sue piccole dimensioni ci rende tutti uguali e non fa metaforicamente entrare i grandi pensieri che ci assillano.
Chashitsu, la stanza del té, nella quale viene ricreata l’armonia tra l’uomo e il mondo.
Un luogo in cui la bellezza viene presentata nella sua estrema sintesi. Un luogo mentale, così strettamente concettuale da diventare archetipo e rappresentazione stessa del vuoto, riempito di solo pensiero.
Forse è questo che significa “A box of Ku”?
Concentrazione assoluta della bellezza, (come il singolo fiore nella chabana che Rikyu fece trovare al suo mecenate Toyotomi Hideyoshi) dispersione della fisicità delle cose per raggiungerne l’essenza.
Molte e molte cose si potrebbero ancora dire sull’opera di Yamamoto Masao, ma sarebbero tutte declinate, forse più di quanto io ho già fatto, in modo del tutto personale. Forse però è proprio per questo che consiglio un approccio a questo autore, per sapere di offrire una esperienza diversa per chiunque vi si avvicinerà .
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Elio Ciol
November 14, 2007
Segnalo, per gli appassionati della fotografia ad infrarosso, l’ennesima perla scovata su “Tutti Fotografi” di Novembre, un articolo sul fotografo Elio Ciol. Non lo conoscevo sino a ieri, ma sono rimasta assolutamente rapita dalla bellezza e dalla particolarità dei sui scatti. Ne consiglio la visione, soprattutto per togliersi dagli occhi quella sensazione di “già visto” che viene dopo aver guardato tonnellate di gallerie dedicate all’infrarosso su Flickr e Deviantart. Un esempio in cui davvero l’esperienza e la professionalità fanno la differenza.
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College Photographer of the Year
November 13, 2007
Come dice Leo Brogioni, una concorso da far crepare davvero di invidia gli studenti di fotogiornalismo italiano (ma anche me, anche se non c’entro niente :P)
Qui trovate le immagini vincitrici e il sito del concorso.
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Chiude Visioni Binarie
November 6, 2007
Dal blog dedicato apprendo della chiusura di “Visioni Binarie”.
E’ stato un piacere gustarlo per tutti questi anni e spero che l’autrice torni presto online con un nuovo progetto.
Per chi non conoscesse “Visioni Binarie” o per chi volesse rinfrescarsi la memoria ecco il link dedicato al progetto nella sua interezza, dal materiale ai premi vinti.
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Fight solitude
November 6, 2007
“It is hard for us to accept that people do not fall in love with works of art only for their own sake, but also in order to feel that they belong to a community. By imitating, we get closer to others–that is, other imitators. It fights solitude.”
The Black Swan: The Impact of the Highly Improbable
by Nassim Nicholas Taleb
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Foto-mostre: appuntamenti di Settembre
September 18, 2007
Ecco una lista degli appuntamenti milanesi settembrini che trovo imperdibili
Yamamoto Masao
- Quando: dal 8 settembre al 28 ottobre 2007
- Dove: Galleria Carla Sozzani, Corso Como 10 (20154) Milano.
- Orari: martedì - venerdì - sabato - domenica ore 10.30 alle 19.30
mercoledì - giovedì ore 10.30 alle 21.00
lunedì ore 15.30 alle 19.30 - Biglietti: Ingresso libero
- Tel: 0265353
- Web: www.galleriacarlasozzani.org
Nobuyoshi Araki
- Quando: dal 21 settembre al 16 novembre 2007
- Dove: Studio Guenzani, via Bartolomeo Eustachi 10 (20129) Milano.
- Orari: Sabato 22 settembre dalle ore 11 alle ore 21
Domenica 23 settembre dalle ore 11 alle ore 21
in seguito: dal martedì al sabato, dalle 15 alle 19.30. La mattina su appuntamento.
(possono variare, verificare sempre via telefono) - Biglietti: Ingresso libero.
- Tel: 0229409251
- Web: www.studioguenzani.it
Melanie Pullen - High Fashion Crime Scenes
- Quando: dal 18 settembre al 17 novembre 2007
- Dove: MiCamera - Photography and lens-based arts, Via Medardo Rosso 19 (20159).
- Orari: da mercoledì a sabato dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19. Chiuso domenica lunedì martedì.
- Biglietti: Ingresso libero.
- Email: info@micamera.com
- Web: www.micamera.com
Mimmo Jodice - Perdersi a guardare. Trenta anni di fotografia in Italia.
- Quando: dal 12 settembre al 25 novembre 2007
- Dove: FORMA - Centro Internazionale di Fotografia, Piazza Tito Lucrezio Caro 1 (20136) Milano.
- Orari: tutti i giorni dalle 10 alle 20. Giovedì dalle 10 alle 22. Chiuso il lunedì.
- Biglietti: Intero 7.50 euro. Ridotto 6 euro. Scuole 4 euro.
- Email: info@formafoto.it
- Web: www.formafoto.it
Andrzej Dragan - Allegories & Macabresques
- Quando: dal 20 settembre al 21 dicembre 2007
- Dove: Luigi Salvioli, via Bartolomeo Eustachi 2 (20129) Milano.
- Orari: dal lunedì al venerdì, 15:00 - 19:00
- Biglietti: Ingresso libero
- Tel: 0229537298
- Web: www.salvioli.com
Fuori Milano:
Yasumasa Morimura
- Quando: 07/06/2007–08/10/2007
- Dove: Galleria di piazza San Marco, P.zza San Marco, 71/c Venezia.
- Orari: da mercoledi a domenica dalle 10.30 alle 19.30 (chusura. lunedi e martedi)
- Biglietto: Intero 3 euro, ridotto 2 euro.
- Telefono: 0415207797
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Un photoblog su wordpress in pochi click
September 13, 2007
Wordpress è sicuramente una delle migliori piattaforme per il blogging. Ed è un peccato che non esista un supporto nativo per convertire questo potente motore per testi in un motore per immagini.Ma vediamo come un simpatico plugin può darci una mano.
Il plugin in questione si chiama Yet another photoblog, abbreviato in YAPB e permette di avere un photoblog (anteprime, mosaic, lettura dei dati exif) con inoltre tutte le comodità di Wordpress ovvero flessibilità , feed atom rss e tutti i vari mod e hacks che lo rendono tanto utile e popolare.
Vediamo come funziona.
La procedura di istallazione è piuttosto semplice, basta andare qui, scaricare lo zip che contiene il plugin, “spacchettare” lo zip e mettere il plugin nell’ apposita cartella di Wordpress (wp-content/plugins)
Mi raccomando però: istallando e attivando questo plugin non otterrete una galleria parallela al vostro blog, ma il vostro blog si trasformerà totalmente in un photoblog. Quindi pensate bene a dove istallare Worpress e tenete presente che nel caso vogliate tenere due blog (uno normale e un photoblog) dovrete istallare due volte Wordpress in due directory diverse.
Istallando e attivando YAPB noterete subito che la struttura dell’area admin del vostro blog ha subito qualche piccola modifica. Innanzitutto la pagina Write:
Come potete notare è stato aggiunto un campo per l’upload dell’immagine del giorno (solo una per pagina, scelta chiaramente specificata dall’autore del plugin e che mi trova d’accordo)
Lo spazio per il testo resta ancora, ma con il tema di default le eventuali note verranno messe all’interno della finestra utilizzata per i commenti, a fianco di una thumbnail della foto. Inoltre, per le foto che contengono i dati exif, essi appariranno sotto la descrizione.
Tornando all’area admin si può notare come anche le altre pagine di gestione siano state modificate per rendere al meglio la loro funzione (nell’immagine il pannello “Manage” )
Ricchissima di opzioni è la pagina espressamente dedicata ai settaggi del plugin, utile per chi, più esperto di altri, vuole avere ogni cosa sotto controllo. (Qui ho postato solo uno screenshot dimostrativo perché veramente ci sono un sacco di opzioni
)
Certo, anche YAPB non è privo di imprecisioni o piccoli errori, ma la cura che il suo autore ci ha messo e continua a metterci lo rende una delle migliori alternative in circolazione per un photoblog fai da te con tutti gli optional ![]()
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Safari e la qualità del colore
June 20, 2007
Quante volte vi è capitato di postare una foto sul web, particolarmente importante per i suoi cromatismi, per poi vederla rovinata da monitor e browser che se ne infischiano dei suoi colori originali?
Immagino spesso e con risultati alquanto deludenti.
Ma Melablog ci dice che, dal lato browser, abbiamo un nuovo alleato: Safari.
Unico browser a supportare i profili (ovvero dei sistemi di decodifica dei colori presenti sui Mac standardizzati nel International Color Consortium) Safari legge il profilo preciso associato all’immagine e la riproduce di conseguenza, tenendo anche in conto le caratteristiche del monitor.
Il risultato della la comparazione tra browser con il supporto dei profili e quelli che non lo hanno è impietosa. Provare per credere.
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